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Diagnosi Energetica

Esistono degli obblighi in merito al monitoraggio dei consumi energetici?

ENEA ha pubblicato, un nuovo documento scaricabile al seguente link contenente le Linee Guida per la progettazione di un piano di monitoraggio dei consumi energetici da implementare a supporto della esecuzione della Diagnosi Energetica cui sono obbligate, ogni quattro anni a partire dal dicembre 2015, le Grandi Imprese e le Imprese Energivore (Art. 8 del D.Lgs 102/2014). Secondo quanto prescritto nell’Allegato 2 al D.Lgs 102/2014 “Criteri minimi per gli audit energetici, compresi quelli realizzati nel quadro dei sistemi di gestione dell’energia” la Diagnosi Energetica deve essere “basata su dati operativi relativi al consumo di energia aggiornati, misurati e tracciabili”. Il requisito della misura dei consumi energetici, che come noto è stato derogato per la prima Diagnosi Energetica, dovrà essere rispettato in quelle successive e, le aziende obbligate, dovranno conseguentemente individuare una “strategia di monitoraggio” da implementare nell’anno 2018 (anno di riferimento della Diagnosi da presentare nel 2019).

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Titoli di efficienza energetica - TEE

Cosa sono i TEE?

Che cosa sono i “certificati bianchi”?

I “certificati bianchi”, chiamati anche “Titoli di Efficienza Energetica” (TEE), attestano il conseguimento di risparmi energetici attraverso l’applicazione di tecnologie e sistemi efficienti. Vengono emessi dal Gestore del Mercato Elettrico (GME) sulla base delle certificazioni dei risparmi conseguiti, effettuate dall’Autorità. Un certificato equivale al risparmio di 1 tonnellata equivalente di petrolio (tep), che è l’unità convenzionale di misura usata comunemente nei bilanci energetici per esprimere tutte le fonti di energia tenendo conto del loro potere calorifico.

La promozione del “risparmio energetico” attraverso i “certificati bianchi” è stata prevista dai decreti ministeriali del 20 luglio 2004; l’Autorità ha definito le regole tecniche ed economiche per l’attuazione del meccanismo e ripartisce annualmente gli obiettivi nazionali tra i distributori di energia elettrica e gas naturale secondo i criteri definiti dai decreti.

I decreti stabiliscono che ogni anno vengano fissati obiettivi di risparmio obbligatori per i distributori di energia elettrica e le imprese distributrici di gas naturale. Gli obiettivi sono crescenti nel tempo, e possono essere raggiunti attraverso la realizzazione d’interventi presso i consumatori finali (es.: installazione di elettrodomestici o caldaie ad alta efficienza, interventi di isolamento termico degli edifici, interventi per aumentare l’efficienza energetica di processi industriali, lampadine ad alta efficienza etc.) che ne traggono beneficio diretto in termini di riduzione della propria spesa energetica. Per dimostrare di aver raggiunto gli obblighi di risparmio energetico e non incorrere in sanzioni dell’Autorità, i distributori devono consegnare annualmente all’Autorità un numero di ‘titoli di efficienza energetica’ equivalente all’obiettivo obbligatorio.

L’Autorità valuta i risparmi energetici conseguiti dai singoli interventi e autorizza il GME all’emissione dei certificati bianchi. I TEE sono emessi dal Gestore del mercato elettrico (GME) a favore dei distributori, delle società controllate dai distributori medesimi o a favore di società operanti nel settore dei servizi energetici (ESCO) con l’obiettivo di certificare la riduzione dei consumi conseguita attraverso interventi e progetti di incremento di efficienza energetica.

L’esperienza italiana è la prima al mondo di applicazione di questo strumento di mercato alla promozione dell’efficienza energetica negli usi finali.

Successivamente all’introduzione in Italia, la struttura del meccanismo e della relativa regolazione attuativa sono stati oggetto di approfonditi studi e analisi da parte della Commissione Europea, dell’Agenzia Internazionale per l’Energia e di un numero crescente di Paesi, sia europei, sia extra-europei (Stati Uniti, Australia, Giappone, Corea).

Con la Direttiva 32/2006 la Commissione europea ha esplicitamente indicato i certificati bianchi come uno degli strumenti che gli stati membri possono utilizzare per conseguire l’obiettivo di contenere i consumi energetici del 9% al 2016. La Direttiva prevede che nel 2011 la Commissione valuterà l’opportunità di introdurre un mercato europeo dei certificati bianchi in base ad una analisi dettagliata delle esperienze in corso nei diversi contesti nazionali.

In Europa, ad oggi, solo la Francia ha introdotto un sistema simile a quello italiano, sebbene diverso per ambito di applicazione e regolazione degli scambi (che sono solo bilaterali). Nel Regno Unito sono in vigore da molti anni obblighi di risparmio energetico sulle società di vendita di energia elettrica e di gas naturale, nel quale gli scambi bilaterali devono essere preventivamente autorizzati dal regolatore. Più di recente, un sistema di certificati bianchi è stato introdotto in Polonia.

Il mercato dei titoli. In alternativa agli interventi di risparmio energetico da realizzare in proprio presso i consumatori finali (anche con la collaborazione di soggetti terzi), i distributori possono scegliere di soddisfare gli obblighi a loro carico acquistando, in tutto o in parte, da terzi titoli di efficienza energetica attestanti il conseguimento di risparmi da parte di altri soggetti (altri distributori o società operanti nel settore dei servizi energetici).

La compra-vendita di titoli avviene o attraverso contratti bilaterali o tramite il mercato dei titoli di efficienza energetica, organizzato e gestito dal Gestore del Mercato Elettrico sulla base di regole stabilite nel 2006 d’intesa con l’Autorità.

Il contributo dalle tariffe. L’Autorità determina ogni anno l’entità del contributo da erogare ai distributori per il conseguimento dei loro obblighi. Il contributo è finanziato attraverso un piccolo prelievo dalle tariffe di distribuzione dell’energia elettrica e del gas, stabilito dall’Autorità in modo da garantire che l’aggravio complessivo sulla bolletta energetica dei consumatori sia sempre considerevolmente inferiore al beneficio economico complessivo derivante dall’attuazione del meccanismo. Il contributo contribuisce dunque alla realizzazione degli interventi presso i consumatori finali riducendone il costo.

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È consentita la cumulabilità, per la sola quota parte di produzione di energia termica, tra i certificati bianchi ed altri incentivi per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile?

Per progetti presentati a decorrere dal 3 gennaio 2013 relativi ad impianti che al momento della richiesta di ammissione al meccanismo dei certificati bianchi producono energia elettrica da fonte rinnovabile ed energia termica, non è mai consentita la cumulabilità con i certificati bianchi, relativamente all’energia primaria risparmiata, qualora l’impianto benefici già di incentivi con regimi di sostegno statali (Certificati verdi, Cogenerazione ad Alto Rendimento, regimi di incentivazione previsti per le FER elettriche).

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Quale è la decorrenza del termine per l’applicazione del divieto di cumulo degli Incentivi?

Il divieto di cumulo degli incentivi previsto si applica, senza dubbio, ai “nuovi progetti presentati dopo l’entrata in vigore” del DM 28 dicembre 2012, e quindi a decorrere dal 3 gennaio 2013. Per quanto attiene, invece, all’applicabilità ai progetti già “avviati” alla suddetta data, occorre valutare la tempistica di richiesta e la data di avvio del progetto in relazione alla tipologia:

  • Progetti standard: la cumulabilità con altri incentivi “statali” è consentita soltanto per i progetti antecedenti al 3 gennaio 2013. Pertanto le nuove RVC presentate possono includere interventi che hanno beneficiato di altri incentivi purché la data di avvio sia antecedente al 3 gennaio 2013.
  • Progetti Analitici: in questo caso i progetti presentano una data dalla quale iniziare a misurare i risparmi (periodo di riferimento). Per salvaguardare gli investimenti effettuati, la cumulabilità può essere consentita solo per quei progetti che hanno la data di inizio del periodo di riferimento della prima richiesta antecedente al 3 gennaio 2013.
  • Progetti a consuntivo: in questo caso la cumulabilità è consentita solo per PPPM presentate prima del 3 gennaio 2013.

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È possibile cumulare i certificati bianchi con altri incentivi?

I certificati bianchi emessi per i progetti presentati dopo il 3 gennaio 2013 non sono cumulabili con altri incentivi, comunque denominati, a carico delle tariffe dell’energia elettrica e del gas e con altri incentivi statali, fatto salvo, nel rispetto delle rispettive norme operative, l’accesso a:

  1. fondi di garanzia e fondi di rotazione;
  2. contributi in conto interesse;
  3. detassazione del reddito d’impresa riguardante l’acquisto di macchinari e attrezzature”.

Dalla formulazione dell’articolo ne deriva la non cumulabilità dei certificati bianchi con:

  1. le detrazioni fiscali per progetti presentati successivamente al 03 gennaio 2013;
  2. l’ecobonus previsto dal Decreto Legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito in legge 7 agosto 2012, n. 134 per la sostituzione di veicoli inquinanti con altri nuovi a basse emissioni complessive;
  3. finanziamenti statali concessi in conto capitale.

la cumulabilità dei certificati bianchi con:

  1. incentivi riconosciuti a livello regionale, locale e comunitario per interventi di efficientamento energetico. Si precisa, infatti, che D. lgs. del 3 marzo 2011 n. 28 e il Decreto attuativo del 28 dicembre 2012 prevedono il divieto di cumulo dei certificati bianchi esclusivamente con altri incentivi “statali”, ammettendone, pertanto, la cumulabilità con eventuali incentivi regionali locali o comunitari;
  2. agevolazioni fiscali nella forma del credito d’imposta a favore del teleriscaldamento alimentato con biomassa o con energia geotermica, di cui all’art 8 comma 10, lettera f) della legge 23 dicembre 1998, n. 448, all’art. 29 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 ed all’art 2 della legge 22 dicembre 2008. Si tratta infatti di un’agevolazione, nella forma, appunto, del credito d’imposta, che viene trasferita sul prezzo di cessione del calore all’utente finale, che si configura, pertanto, come effettivo beneficiario distinto rispetto alla società che eroga il servizio calore e che percepisce i certificati bianchi. Si specifica che ai sensi della circolare 17/E del 7/3/2008, qualora il gestore della rete di teleriscaldamento alimentata con biomassa o ad energia geotermica sia anche utente finale, il gestore-utente finale può usufruire del cumulo dei certificati bianchi con il credito di imposta in esame.

 

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Esiste un obbligo giuridico che preveda la regolamentazione dei rapporti tra il soggetto titolare del progetto e il cliente partecipante?

Il soggetto titolare del progetto non ha alcun vincolo normativo o legislativo che gli imponga di informare il cliente partecipante in merito alla contabilizzazione dei risparmi afferenti l’intervento realizzato. Tuttavia, si suggerisce alle parti di definire i loro rapporti, tra cui quello oggetto del presente quesito, a mezzo di una dichiarazione sostitutiva di atto notorio (la c.d. “liberatoria”) o con un apposito accordo contrattuale. In tal modo, il soggetto titolare del progetto può richiedere al cliente partecipante la dichiarazione:

1) di essere la persona fisica o giuridica nella cui disponibilità si trova l’edificio, l’impianto, il sito industriale ecc., presso cui viene realizzato il progetto finalizzato all’ottenimento dei titoli di efficienza energetica”;
2) di essere a conoscenza che il soggetto titolare del progetto intende richiedere il riconoscimento dei certificati bianchi per lo specifico intervento e che pertanto, per lo stesso, in conformità a quanto previsto dall’art. 10, D.M. 28 dicembre 2012, non possono essere riconosciuti altri incentivi comunque denominati a carico delle tariffe dell’energia elettrica e del gas e altri incentivi statali 
3) di impegnarsi a non richiedere per il medesimo progetto altre forme di incentivazioni statali. 

Si aggiunge altresì che il d.lgs. n. 28/2011, all’articolo 23, comma 3, come richiamato all’art. 14, comma 3 del D.M. 28 dicembre 2012, stabilisce che, per dichiarazioni false e mendaci fornite dai soggetti nella richiesta di erogazione degli incentivi e accertate dalle autorità e dagli enti competenti, si procede al recupero della somma indebitamente percepita e si applica alla persona fisica o giuridica che ha presentato il progetto, nonché, al legale rappresentante che ha sottoscritto la richiesta, l’interdizione alla percezione degli incentivi per una durata di 10 anni.

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Riqualificazione e risparmio energetico

Quali soggetti possono predisporre progetti di efficienza energetica?

Ai fini del rispetto degli obblighi i progetti possono essere eseguiti da:

  1. soggetti obbligati o società da essi controllate;
  2. imprese di distribuzione dell’energia elettrica e gas naturale non soggette all’obbligo;
  3. società terze operanti nel settore dei servizi energetici, comprese le imprese artigiane e le loro forme consortili;
  4. soggetti operanti nei settori industriale, civile, terziario e dei trasporti che nell’anno hanno avuto un consumo di energia superiore a 10.000 tonnellate equivalenti di petrolio per il settore industriale ovvero 1.000 tonnellate equivalenti di petrolio per tutti gli altri settori che hanno effettivamente provveduto alla nomina del responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia;
  5. imprese operanti nei settori industriale, civile, terziario, agricolo, trasporti e servizi pubblici, ivi compresi gli Enti Pubblici purché provvedano alla nomina del responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia o si dotino di un sistema di gestione dell’energia certificato in conformità alla norma ISO 50001.

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F.A.Q. - Domande frequenti

Esiste un obbligo giuridico che preveda la regolamentazione dei rapporti tra il soggetto titolare del progetto e il cliente partecipante?

Il soggetto titolare del progetto non ha alcun vincolo normativo o legislativo che gli imponga di informare il cliente partecipante in merito alla contabilizzazione dei risparmi afferenti l’intervento realizzato. Tuttavia, si suggerisce alle parti di definire i loro rapporti, tra […]

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